Piena del Po, simulata l’evacuazione dell’ospedale di Borgo Mantovano: “Grande lavoro di squadra”
Tipologia: News
Imponente spiegamento di forze e sinergie multiple all’ospedale di Borgo Mantovano per l’esercitazione nazionale di Protezione Civile dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico nel bacino del fiume Po (EXE PO 2026), che è iniziata giovedì 25 giugno e terminerà domani.
Oggi la giornata chiave dell’evento, che ha visto il presidio del Destra Secchia protagonista di una simulazione di evacuazione con 47 figuranti in veste di pazienti in diverse condizioni mediche: 8 allettati, 33 deambulanti, i più gravi intubati (6 manichini) e ricoverati in Terapia Intensiva.
Con preallerta di 48 ore si avvisava dell’arrivo di un’ondata di piena del Po che ha richiesto la convocazione degli organi competenti sul territorio. In termini tecnici, per i pazienti che potevano essere dimessi era previsto il ritorno a domicilio, per gli altri il trasporto tramite ambulanze alla stazione ferroviaria di Poggio Rusco, da dove un treno attrezzato per la maxi- emergenza partiva per Bologna. Da qui poi lo smistamento nei vari ospedali disponibili all’accoglienza.
I pazienti più gravi sono stati trasferiti nella cappella al secondo piano del presidio - dove si è allestita una terapia intensiva d’urgenza - e condotti poi a destinazione. Per gli altri, accoglienza nella sala riunioni della direzione medica, al primo piano dell’ospedale, e da qui spostamento verso le ambulanze, in partenza per la stazione ferroviaria. A ciascun figurante era attribuita un’identità personale, una storia clinica, un caso medico: tra loro, ad esempio, anche una donna in puerperio. È stato simulato inoltre un guasto a un ascensore, con intervento dei vigili del fuoco per lo sblocco.
Le operazioni di evacuazione sono state seguite dalla Direzione Generale di AREU con il suo Staff, dal Prefetto , dai Sindaci dei Comuni di Borgo Mantovano e Poggio Rusco, dal responsabile Regionale della Protezione Civile e dalla Consigliera regionale Paola Bulbarelli.
Il direttore generale di Asst Mantova Anna Gerola si è detta orgogliosa della collaborazione multidisciplinare che si è rivelata cruciale: “Ho assistito a un lavoro complesso, che ha visto la sinergia fra moltissimi operatori, le istituzioni e tutte le forze esterne coinvolte a vario titolo. Sono molto soddisfatta, questa simulazione mi fa ben sperare nella capacità del sistema di reagire a una situazione di allarme come quella che è stata inscenata”.
Entusiasta anche il direttore medico dell’ospedale di Borgo Mantovano Adriano Verzola: “Ho vissuta un’esperienza davvero unica, ho visto all’opera persone di grande competenza professionale e organizzativa che si sono destreggiate in maniera straordinaria. L’operazione si è conclusa intorno a mezzogiorno. L’esercitazione ha richiesto mesi di preparazione. Una volta ricevuta dalla direzione di Asst la comunicazione della necessità di evacuazione, è stato attivato il piano di maxi emergenza del presidio, con la convocazione dell’unità di crisi e la sospensione di una serie di attività erogate alla popolazione. Ringrazio tutti gli operatori dell’ospedale di Pieve di Coriano che hanno partecipato nei diversi ruoli, con grande impegno e spirito di squadra”.
EXE PO 2026
L’iniziativa EXE PO 2026 coinvolge complessivamente 4 Regioni, 5 Province lombarde, 5 Prefetture, circa 250 Comuni interessati dal sistema di allertamento, oltre 30 Comuni coinvolti direttamente negli scenari operativi, circa 350 volontari di Protezione Civile coinvolti per giorno.
È coordinata dal Dipartimento di Protezione Civile, in collaborazione con Aipo-Agenzia Interregionale per il fiume Po e con le Regioni Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. L’esercitazione ha l’obiettivo di verificare l’efficacia dei flussi informativi, delle procedure operative e delle modalità di coordinamento tra le diverse componenti del Servizio Nazionale della Protezione Civile in uno scenario di piena eccezionale che interessa l’intero bacino del Po e alcuni dei suoi principali affluenti, tra cui Sesia e Tanaro. Lo scenario di riferimento riproduce condizioni analoghe a quelle registrate durante l’alluvione dell’ottobre 2000.
Nel corso delle attività vengono testati i sistemi di allertamento, i flussi informativi, le modalità di coordinamento tra le strutture operative e la capacità di risposta delle istituzioni e del Volontariato Organizzato di Protezione Civile. Le attività si svolgeranno sia attraverso l’attivazione delle strutture di coordinamento e delle sale operative, sia mediante esercitazioni sul territorio con modalità tabletop (per posti di comando) e in scala reale.
Particolare attenzione è dedicata alla verifica dell’organizzazione dei principali centri operativi anche attraverso l’attivazione dell’Unità di Crisi Regionale. Verranno inoltre coinvolti i Centri Operativi Comunali (COC), i Centri di Coordinamento dei Soccorsi (CCS/COV), le Sale Operative Regionali (SOR) e provinciali (SOP), i Centri regionali di coordinamento tecnico idraulico, l’Unità di Comando e Controllo (UCC) del bacino del Po e il Comitato Operativo.
Vengono inoltre testati il sistema di allertamento nazionale e regionale, con il coinvolgimento dei Centri di competenza, le procedure di gestione delle persone con specifiche necessità, le attività di soccorso e assistenza agli animali, nonché il dispositivo di un modulo europeo ad alta capacità di pompaggio (HCP), destinato a futuro impiego anche nell’ambito del Meccanismo Unionale.
Ulteriori informazioni sull’esercitazione sono reperibili nella sezione Links sottostante.
Ultimo aggiornamento: 26/06/2026