Percorso Nascita

Fiore La gravidanza, la nascita del bambino e il periodo successivo alla nascita
sono gli eventi fisiologici più rilevanti dal punto di vista sociale, affettivo e biologico nell’ambito del ciclo vitale della donna.
I molteplici aspetti che scaturiscono dall’esperienza concorrono a costruire e consolidare lo stato di benessere psicofisico, coinvolgendo la donna, l’uomo
e tutto il nucleo familiare.
Nella sezione qui di seguito è descritto il Percorso Nascita attivato nella realtà mantovana, che garantisce alla mamma l’assistenza in gravidanza e dopo il parto, l’accompagnamento e il sostegno nel suo ambiente di vita, attraverso il supporto della struttura sanitaria più idonea.

Donna con pancione

Questo modello organizzativo prevede la presa in carico, l’integrazione di tutti i servizi coinvolti, la trasparenza dell’offerta assistenziale, la qualità della comunicazione tra gli operatori e tra operatori e nucleo familiare, garantendo così grande attenzione alla sicurezza per tutto il periodo della gravidanza e dopo la nascita.

Consulta le principali informazioni dedicate al percorso nascita selezionando i menù di seguito:

Cuore NASCERE A MANTOVA

L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Mantova è dotata di tre punti nascita in grado di coprire le necessità della mamma e del bambino sul territorio provinciale: Mantova, Asola e Pieve di Coriano. La rete integrata delle tre strutture di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria garantisce la sicurezza, attraverso due sistemi di trasporto protetto della gestante patologica e a rischio del neonato problematico, effettuato da équipe dedicata dell’Ostetricia e della Terapia Intensiva Neonatale secondo procedure certificate dal servizio di qualità aziendale.
>> scarica i dati relativi ai parti 2015 nel territorio mantovano

Cuore LA RETE DEI SERVIZI ASSISTENZIALI

Il Consultorio Famigliare
Nell’ambito provinciale sono attivi quindici Consultori familiari che fanno capo alle sei sedi territoriali dell’ASST di Mantova. Svolgono un’attività orientata in particolare alla promozione della salute in relazione all’affettività e alla sessualità, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse nonché alla procreazione responsabile.
I Consultori familiari collaborano allo screening del tumore del collo dell’utero attraverso l’esecuzione del pap-test; offrono ascolto, accompagnamento e orientamento ai cittadini nella scelta dei servizi.
All’interno dei consultori lavora un’équipe multiprofessionale e multidisciplinare composta da ostetriche, ginecologi, assistenti sanitarie, psicologi e assistenti sociali che garantiscono assistenza alla gravidanza con controlli, visite, esami, ecografie e corsi di accompagnamento alla nascita. Dopo il parto vengono assicurati incontri finalizzati alla promozione e al sostegno dell’allattamento al seno e altri interventi con lo scopo di favorire l’instaurarsi di un positivo rapporto tra i genitori e il loro bambino. L’assistenza psicologica offerta durante la gravidanza può essere d’aiuto per affrontare i numerosi cambiamenti che si verificano nella donna, nella relazione di coppia e nei rapporti sociali, prevenendo in particolare sentimenti di inadeguatezza, disagio, stati d’ansia e depressione. L’ostetrica di riferimento si prende cura della donna durante tutta la gravidanza e, in presenza di eventuali complicazioni, definisce insieme al Ginecologo del Consultorio un percorso di consulenza specialistica. Tutte le prestazioni previste dalle linee guida nazionali sono gratuite. Le donne in gravidanza seguite dai Consultori familiari provengono, in buona percentuale, da paesi stranieri, quando la donna non parla la lingua italiana, per facilitare la comunicazione e la comprensione della sua situazione sanitaria e familiare vi è la possibilità di ricorrere all’interpretariato telefonico che, in tempo reale, mette a disposizione interpreti e traduttori di 70 lingue e dialetti. Per le situazioni più complesse è possibile attivare anche il mediatore linguistico-culturale che, su appuntamento, raggiungerà il Consultorio familiare per assistere la donna e l’ostetrica durante la consulenza allo scopo di rendere chiara e comprensibile la comunicazione tra di loro.
Il Polo Ospedaliero
Nei tre Punti Nascita dell’ASST di Mantova sono attive le strutture di ricovero di Ostetricia-Ginecologia e di Pediatria in grado di garantire l’assistenza h24, con la presenza continuativa di ginecologi, pediatri, ostetriche, infermiere, personale di supporto e altre figure professionali adeguate ai bisogni assistenziali per la gravidanza e il parto fisiologico, come per la gravidanza e il parto complicati da patologie. Tali strutture sono collocate all’interno del Dipartimento Materno Infantile e in collegamento costante sia tra di loro che con i servizi territoriali e consultoriali. Gli accertamenti e le terapie mediche o chirurgiche, sia ginecologiche che ostetriche, possono essere svolti a seconda della tipologia in regime ambulatoriale, di day hospital o di ricovero. L’Ostetricia di Mantova, grazie alla presenza della Terapia Intensiva Neonatale, accoglie e gestisce le patologie della gravidanza, organizzando, quando necessario, i trasferimenti dai presidi periferici. L’accesso ai reparti per le pazienti di ostetricia può avvenire sia in urgenza, dopo visita di consulenza in Pronto Soccorso, sia in regime di ricovero programmato.
Trasferimento in emergenza della madre e del neonato
I punti nascita di Asola e Pieve di Coriano attivano il trasferimento della paziente gravida e del neonato in collaborazione con il Pronto Soccorso e con la struttura ricevente nei seguenti casi: prima della 35° settimana con minaccia di parto prematuro; in presenza di patologia materna rilevante a giudizio del medico; in presenza di patologia a carico del feto che richieda il parto in un punto nascita dotato di Terapia Intensiva Neonatale. Nel caso in cui il parto di neonato prematuro o critico avvenga comunque nei punti nascita di Asola e Pieve di Coriano viene attivato il Servizio di trasporto neonatale in emergenza (STEN) con l’équipe medica-infermieristica della Struttura di Terapia Intensiva Neonatale per il trasferimento verso l’Ospedale di Mantova, centro di 2° livello.
Attività libero professionale
Nelle strutture dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale è possibile prenotare visite specialistiche ginecologiche e ostetriche in libera professione telefonando al numero verde 800 724 505.

Cuore PRIMA DELLA GRAVIDANZA

Procreazione responsabile
Per contraccezione si intende l’insieme dei metodi e dei mezzi che si possono utilizzare per programmare una gravidanza. Ogni coppia ha diritto di avere una informazione completa, fornita da esperti, sui contraccettivi, i loro effetti indesiderati e la loro efficacia. Ci si può rivolgere al Medico di medicina generale, al ginecologo di fiducia o direttamente al Consultorio familiare. Le visite ginecologiche e gli eventuali esami prescritti sono soggetti a pagamento del ticket.
Il periodo preconcezionale
Il lungo percorso che porta alla nascita di un bimbo inizia prima del concepimento, con il controllo dello stato di salute della mamma e del suo partner. Oggi è possibile prevenire molte situazioni che rischiano di incidere negativamente sulla fertilità sia femminile che maschile. Dunque, ancora prima di cercare una gravidanza, è molto utile programmare un incontro con i professionisti del Consultorio per la valutazione del rischio riproduttivo della coppia, per ricevere i consigli preconcezionali, per la richiesta di esami e per la prescrizione dell’acido folico. Tutto il percorso preconcezionale è gratuito.
Infertilità
La Procreazione Medicalmente Assistita è l’insieme delle procedure diagnostiche e terapeutiche volte a ripristinare la fertilità, laddove la ricerca di una gravidanza spontanea ha fallito. Il centro di Procreazione Medicalmente Assistita aziendale è una struttura di 3° livello altamente qualificata. L’obiettivo è salvaguardare la funzione riproduttiva del singolo e della coppia. Sono previste attività ambulatoriali in day surgery e di laboratorio. Visite, consulenze, esami clinici e strumentali sono finalizzati alla ricerca diagnostica delle eventuali cause d’infertilità e si adottano le tecniche e le terapie più all’avanguardia in questo campo. Per i casi non strettamente legati a problemi di sterilità, è prevista una struttura adeguata per il congelamento di spermatozoi, ovociti ed embrioni a cui possono ricorrere pazienti colpiti da gravi patologie. Infine, viene offerto a chi lo richiede, indipendentemente da problemi di infertilità, l’esame del liquido seminale. L’accesso avviene su prenotazione CUP previa impegnativa del medico curante.

Cuore LA GRAVIDANZA

Esami e controlli
La salute della donna si riflette sullo stato di gravidanza, pertanto per viverla in serenità, è consigliabile eseguire i controlli e gli accertamenti previsti. Le consulenze ostetriche nei Consultori familiari sono fornite da un’équipe qualificata che, in caso di problemi, offre la necessaria assistenza insieme agli specialisti dei tre punti nascita del territorio. L’assistenza in gravidanza comprende: indagini diagnostiche, controlli periodici e prescrizione di esami per monitorare e promuovere il benessere della mamma e quello del suo bambino, oltre ad interventi di educazione sanitaria e consulenze specifiche. La donna riceverà informazioni dettagliate durante i colloqui individuali. L’ostetrica garantirà assistenza durante tutto il periodo della gravidanza, fino al ricovero per il parto e anche dopo la dimissione. Sono previsti almeno cinque incontri e tre ecografie, al 1°, al 2° e al 3° trimestre. Le ecografie del 2° trimestre e in alcuni casi quelle del 3° vengono effettuate in uno dei tre ospedali da specialisti accreditati. La documentazione dell’assistenza in gravidanza viene riassunta nella cartella ostetrica regionale, che diventa un documento personale che accompagnerà la mamma per tutta la gravidanza: in ospedale per il parto e in Consultorio durante il puerperio. L’accesso ai Consultori è previsto con appuntamento e le prestazioni sono esenti da ticket.
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La diagnosi prenatale
Per diagnosi prenatale si intende un insieme di esami strumentali e di laboratorio che servono a individuare precocemente alterazioni dei cromosomi del feto, malattie infettive contratte in utero, malformazioni e anomalie dello sviluppo fetale. In questo modo è possibile seguirne l’evoluzione durante la gravidanza, programmare il parto e organizzare specifici controlli neonatali. La diagnosi prenatale ha anche come fine quello di informare sullo stato di salute del nascituro. Comprende principalmente:
• Test di screening per la sindrome di Down, detto anche traslucenza nucale con bitest che ha lo scopo di calcolare la probabilità che il feto sia portatore della patologia.
• Villocentesi e Amniocentesi che si effettuano mediante il prelievo dei villi coriali o del liquido amniotico. Si tratta di esami invasivi che permettono la diagnosi certa, ma comportano un rischio di aborto di circa 1 su 100.
• Ecografie in gravidanza in gravidanza sono previste tre ecografie standard, al 1°, 2° (ecografia morfologica) e 3° trimestre. L’ecografia di 2° livello invece viene effettuata su specifica indicazione medica in donne a particolare rischio o in caso di anomalie del feto. L’ecografia del 1° e in alcuni casi del 3° trimestre vengono effettuata in consultorio, mentre tutti gli altri accertamenti si eseguono in ospedale. Le ecografie standard e le ecografie di approfondimento nonché le indagini invasive nei casi previsti dal protocollo ministeriale, sono esenti dal ticket, mentre quelle che non trovano indicazione nel protocollo ministeriale e il test di screening per la sindrome di Down sono a pagamento.
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La gravidanza a rischio
La gravidanza è un evento naturale, ma in alcuni casi, per problemi di salute preesistenti o iniziati in gravidanza, il benessere della mamma o del nascituro potrebbero essere compromessi; si rendono allora necessari controlli diversi dall’usuale e una assistenza specifica. La gravidanza, il parto e il puerperio rappresentano un evento fisiologico, quindi il Consultorio familiare assicura in questo caso un’appropriata assistenza prima e dopo la nascita; in casi particolari di rischio per la donna o per il bambino, viene garantita una assistenza addizionale fornita dall’Ambulatorio della Patologia della Gravidanza, presente nei tre ospedali della provincia e da altri ambulatori specialistici ospedalieri. In questo caso, pur rimanendo il Consultorio il riferimento assistenziale per la donna, si programmeranno visite e controlli presso gli ambulatori di Patologia della Gravidanza dei punti nascita. Il ginecologo del Consultorio e lo specialista dell’ospedale, costantemente in relazione fra loro, garantiranno la necessaria ed opportuna continuità assistenziale.
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La gestione della patologia materno-fetale
•Patologia fetale
In caso di patologia fetale congenita diagnosticata e nei casi relativi al deficit di crescita fetale, negli ambulatori dell’ASST di Mantova si effettua il completamento diagnostico multidisciplinare che coinvolge diverse figure specialistiche relativamente alla patologia fetale evidenziata (neuroradiologo, chirurgo pediatra, cardiochirugo, genetista) con consulenza circa la prognosi e la terapia pre-postnatale. In particolare tutte le consulenze per patologia congenita vengono eseguite con il genetista medico per valutare il rischio genetico legato alla specifica malformazione. Inoltre si stabilisce in équipe il luogo, la modalità e l’epoca del parto.
•Patologia materna
In caso di patologia materna comparsa o antecedente alla gravidanza si effettuano controlli a scadenza regolare basati sull’applicazione di protocolli di gestione multidisciplinare raccomandati dalle linee guida nazionali e internazionali.
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La tutela della madre lavoratrice
•L’astensione obbligatoria e l’astensione facoltativa
Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro durante la gravidanza e il puerperio e ha la durata di cinque mesi: due mesi prima della data presunta del parto e i tre successivi. Tuttavia, in assenza di controindicazioni, si può chiedere di lavorare fino a un mese prima della data del parto e di estendere il periodo di assenza dal lavoro fino a quattro mesi dopo il parto (flessibilità). Il congedo di maternità spetta a tutte le lavoratrici dipendenti con un rapporto di lavoro in corso alla data di inizio del congedo. L’astensione obbligatoria dal lavoro può essere seguita dal congedo parentale da utilizzare entro l’8° anno di vita del bambino. Il congedo può essere continuativo o frazionato e ripartito tra madre e padre.
•L’astensione anticipata

Nella maggioranza dei casi la gravidanza non è un impedimento alla prosecuzione del lavoro ma per attività pericolose, faticose e insalubri, la salute della gravida viene tutelata. Infatti, nel caso in cui l’occupazione comporti un rischio lavorativo e non sia possibile uno spostamento ad altre mansioni, è prevista l’astensione anticipata, anche peri casi di gravi complicanze o di preesistenti malattie che possano aggravarsi nel corso della gravidanza (gravidanza a rischio). In questa situazione la lavoratrice presenta il certificato di gravidanza a rischio, redatto da uno specialista ginecologo, all’ASST di Mantova che emetterà un provvedimento che permette l’astensione immediata sino al 3° mese compiuto di vita del bambino.
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I corsi di accompagnamento alla nascita
Nei Consultori familiari e nei tre punti nascita aziendali si realizzano, a cadenza periodica, cicli d’incontri di accompagnamento alla nascita e di sostegno al puerperio/allattamento. Tali attività di gruppo, rivolte ai futuri genitori, rappresentano un’importante opportunità di promozione della salute perché hanno l’obiettivo di aumentare le conoscenze e le competenze dei genitori, ma anche di ridurre l’isolamento sociale e la solitudine in questo periodo della vita. Gli incontri, orientativamente, hanno inizio dal settimo mese di gravidanza e sono, in parte, soggetti a pagamento del ticket. Le iscrizioni vengono raccolte nei Consultori familiari ed nei punti nascita aziendali. La partecipazione ai corsi necessita dell’impegnativa del medico e del pagamento del ticket.

Cuore IL PARTO E LA NASCITA

Quando andare in ospedale
Il giorno del parto sarà uno dei più importanti della vita: preparare con cura e attenzione quel momento è un gesto d’amore verso il bambino. È importante prepararsi per tempo e sapere cosa fare. È opportuno raggiungere l’ospedale quando iniziano le contrazioni dolorose oppure se si rompono le acque, se compaiono perdite di sangue o in qualsiasi momento lo si ritenga necessario. Una volta arrivata in Pronto Soccorso la mamma verrà affidata alle ostetriche che la accoglieranno e chiederanno i documenti necessari: tessera sanitaria, codice fiscale, esami ed ecografie della gravidanza e la cartella ostetrica che riassume il percorso effettuato. A questo punto, in presenza del ginecologo di guardia, si farà una visita ostetrica, il monitoraggio del battito del bambino e contemporaneamente delle contrazioni e altri eventuali esami a giudizio dello specialista. A seconda della fase del travaglio (prodromica, iniziale o travaglio avanzato) la donna verrà rinviata a domicilio o sarà ricoverata in Ostetricia oppure inviata direttamente in Sala Parto. In tutti i casi è sempre ammessa la presenza di una persona di fiducia.
Cosa portare in ospedale
È consigliabile preparare l’occorrente per la degenza in ospedale in prossimità del termine di gravidanza:
• Tutti gli esami eseguiti nel corso della gravidanza e la cartella ostetrica
• Documento di identità e Tessera sanitaria
• Effetti personali per mamma e bambino
• Pieno di carburante nella macchina - cesta o seggiolino con cinture omologate per la dimissione
Per la mamma:
• Abbigliamento intimo comodo per il travaglio e l’allattamento
• Calzini
• Reggiseno adatto all’allattamento e slip comodi che consentano l’utilizzo di assorbenti
• Assorbenti per il post partum
• Prodotti per l’igiene personale
• Eventuali farmaci assunti a domicilio
• Ciabatte, possibilmente con suola di gomma antiscivolo
• Asciugamani di varie misure ed uso
• CD musicali preferiti
Per il neonato:
• Quattro-sei cambi di abbigliamento adeguati alla stagione in corso
• Asciugamani di piccole dimensioni in cotone
• Bavaglini
• Cuffietta e Calzine
Si consiglia di preparare una busta, con cognome e nome della mamma, contente un cambio completo da consegnare agli operatori al momento del parto.
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Il travaglio e il parto
Il dolore durante il travaglio e il parto può essere uno scoglio da superare, un passaggio che assorbe molte energie, limitando la possibilità di una partecipazione più attiva e serena alla nascita del bambino. Per controllarlo si può ricorrere a vari approcci, naturali o farmacologici. Allo stesso obiettivo concorrono gli accorgimenti del personale che offrono: ambiente accogliente e supporto emotivo continuo; conduzione ostetrica rispettosa, protettiva dei tempi e dei ritmi individuali con il sostegno del partner o di un familiare; movimento e posture libere durante il travaglio e il parto.
Metodi di analgesia naturale
•Posizioni libere
Da sempre si cerca di favorire la naturalità del parto. Perciò, durante il travaglio si potranno utilizzare le posizioni più gradite e spontanee, in un ambiente protetto, tranquillo ed intimo. Due tipi di sgabello, oltre al letto e alla poltrona, permetteranno di disporre liberamente e al meglio del proprio corpo.
•Idroterapia
Durante il travaglio e il parto può essere molto utile l’immersione in acqua calda che ha una buona azione antidolorifica e rilassa tutta la muscolatura, anche quella del perineo, favorendo i tempi del travaglio, con effetti positivi sul neonato. Questo tipo di parto è possibile solo quando le condizioni di mamma e bambino lo permettono e il medico e l’ostetrica ne valutano la fattibilità. Non è controindicato in caso di tamponi positivi e non va prenotato.
•Musicoterapia
Se è di gradimento è possibile munirsi di CD musicali per trascorrere serenamente il tempo: la musica a cui si è legati, da ascoltare in travaglio, aiuterà a creare un ambiente più famigliare e rilassante.
•Aromaterapia
Viene praticata all’ospedale di Asola. È una disciplina olistica che utilizza oli essenziali per il raggiungimento del benessere e va personalizzata. Può essere applicata direttamente attraverso un massaggio (contatto diretto con la paziente) oppure con nebulizzazione. Esistono diversi tipi di oli e l’utilizzo varia a seconda della fase del travaglio.
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Il controllo del dolore in travaglio
L’analgesia peridurale è attualmente la tecnica farmacologica più efficace per il controllo del dolore in travaglio. Viene eseguita da un medico anestesista esperto, seguendo una procedura sufficientemente rapida e non dolorosa.
A livello della regione lombare, attraverso un ago, si introduce un sottile catetere di plastica grazie al quale viene somministrata la soluzione analgesica. Il cateterino viene fissato con un cerotto dietro la schiena in modo da consentire alla donna di muoversi liberamente. La soluzione iniettata blocca solo le fibre nervose dolorifiche risparmiando le fibre motorie: si è quindi in grado di alzarsi e muoversi, di spingere durante la fase espulsiva e se lo si desidera di partorire in posizioni alternative. Il parto avviene quindi con piena partecipazione e collaborazione, in modo assolutamente naturale. La possibilità di partorire senza dolore viene offerta gratuitamente a tutte le donne che ne fanno richiesta, previa visita anestesiologica e firma del consenso informato dopo la 36° settimana di gravidanza. All’ospedale di Mantova, all’interno dei corsi preparto, viene tenuto un incontro con l’anestesista che spiegherà la tecnica, le indicazioni e le possibili complicanze dell’analgesia peridurale. Dopo la 36° settimana di gestazione, si potrà prenotare la visita anestesiologica al CUP senza impegnativa. La mattina della visita verranno eseguiti gli esami ematochimici e l’elettrocardiogramma necessari per la procedura. Seguirà la visita anestesiologica che non comporta il pagamento di alcun ticket e non obbliga la donna a sottoporsi all’analgesia durante il travaglio. Si deciderà durante il travaglio stesso se usufruire o meno della tecnica. A Pieve di Coriano il percorso è simile: qui l’anestesista incontra le gravide in giorni del mese prestabiliti e le visite vengono prenotate al CUP. Anche ad Asola per le informazioni sulla peridurale in travaglio di parto e le visite anestesiologiche vengono fissati giorni prestabiliti ed è necessario contattare il CUP.
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Parto operativo e taglio cesareo
Nel caso in cui si renda necessario un più rapido espletamento del parto (parto operativo con ventosa) o il ricorso al taglio cesareo, la donna sarà prima adeguatamente informata. Il taglio cesareo si esegue generalmente in anestesia spinale, salvo controindicazioni mediche o situazioni di emergenza. In caso di allergia al lattice l’ASST di Mantova, in tutti i suoi presidi, offre la possibilità di partorire spontaneamente o di essere sottoposta a taglio cesareo in sicurezza con percorsi latex-safe preimpostati.
Donare il sangue cordonale
Al termine del parto, dopo che il cordone ombelicale del bambino è stato reciso, nei vasi cordonali rimane un po’di sangue generalmente considerato prodotto di scarto. Questo sangue è invece ricco di cellule staminali che possono essere utilizzate per il trapianto di pazienti con leucemia o altre gravi malattie del sangue. Se viene raccolto, la banca del sangue cordonale lo conserva per anni, restando a disposizione per le persone che necessitano di trapianto. Si può chiedere di donare volontariamente e gratuitamente il sangue cordonale. È una scelta libera, personale e volontaria, che non comporta rischi né per la donna né per il bambino.
•Mamme provenienti da Paesi stranieri
La popolazione malata proveniente da paesi stranieri e che necessiti di un trapianto non trova attualmente una donazione compatibile; infatti, le caratteristiche genetiche per la compatibilità sono diverse in ogni popolazione e in quasi tutti i paesi di origine non esistono banche di conservazione. Ecco perché è importante la donazione da parte delle mamme straniere. Per donare il sangue cordonale, è necessario sottoporsi ad esami del sangue gratuiti prima del parto e sei mesi dopo, per escludere la presenza di malattie che possano essere trasmesse al paziente ricevente.
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Parto spontaneo in caso di precedente cesareo
L’80% delle donne precesarizzate può affrontare un parto spontaneo. È noto che il parto spontaneo è sempre da preferire perché il taglio cesareo ripetuto comporta una maggiore probabilità di complicanze per la madre e per il bimbo. La possibilità di rottura dell’utero durante il travaglio di parto nella precesarizzata, che per altro si può verificare anche negli ultimi mesi della gravidanza, è estremamente raro. Per ridurre al minimo questa evenienza, durante tutta la gravidanza vengono raccolte notizie importanti riguardanti sia il parto precedente, espletato mediante taglio cesareo, sia elementi della gravidanza attuale. Queste informazioni tecniche vengono valutate, interpretate e discusse con la donna. Un’ulteriore valutazione finale viene poi effettuata in ospedale dove la donna precesarizzata è comunque sottoposta cautelativamente ad esami preoperatori.
Presentazione podalica del feto e parto spontaneo
Nella presentazione podalica il feto è posizionato all’interno dell’utero con la testa in alto. Il parto spontaneo con un feto podalico è più complesso, per cui si preferisce il taglio cesareo che però comporta rischi specifici per la madre e per il bambino rispetto al parto vaginale. Per evitare il ricorso al cesareo sono offerte due metodiche, la moxibustione e il rivolgimento del feto, le quali in almeno la metà dei casi riescono a posizionarlo in presentazione normale, ovvero a testa in giù. Se queste manovre non avessero successo, viene programmato il taglio cesareo.
Richiesta di taglio cesareo senza indicazione medica
La paura del parto, il timore di non ricevere un’assistenza di qualità, una presunta maggiore sicurezza per il neonato sono le motivazioni più frequenti per le quali la donna chiede di partorire mediante taglio cesareo. Invece il parto spontaneo è sempre da preferire perché comporta meno problemi sia per la madre che per il bambino. Quando la donna chiede di partorire con taglio cesareo senza indicazione medica, durante la gravidanza vengono discusse e condivise con gli operatori le motivazioni della richiesta. In caso di persistente disaccordo tra la donna, il medico e l’ostetrica, viene chiesto un supporto psicologico e un secondo parere medico.
Parto in anonimato
Quando una donna nel corso della gravidanza valuta di non essere nelle condizioni per svolgere il ruolo di madre con il nascituro può decidere di portare a termine la gravidanza, ma di non procedere al riconoscimento del figlio che verrà così adottato, entro breve tempo, da una coppia idonea ad accogliere il bambino, attraverso un provvedimento del Tribunale per i Minorenni. Il diritto della donna a non riconoscere il figlio è stabilito dall’Art. 30 della Legge 396 del 2000. Dopo la nascita, la donna ha dieci giorni di tempo per decidere se riconoscere il bambino. La madre che non riconosce il figlio ha gli stessi diritti delle altre donne, in tutte le fasi della gravidanza fino al parto; inoltre verrà assistita e informata affinché la scelta sia consapevole. Se vuole rimanere nell’anonimato la dichiarazione di nascita verrà fatta dal medico o dall’ostetrica che hanno assistito al parto, mentre il suo nominativo sarà per sempre secretato. Il bambino non riconosciuto possiede i diritti fondamentali: diritto al nome, alla cittadinanza italiana e all’educazione.
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Cuore È NATO! È NATA!

Il neonato vicino alla mamma
In tutti i punti nascita dell’ASST di Mantova è possibile avere con sé il proprio bambino in sala parto, se sta bene ed è nato a termine. Sarà offerta la possibilità di tenerlo in braccio, scaldarlo e nutrirlo sin dai primi momenti di vita, favorendo il rapporto madre-figlio e l’inizio dell’allattamento al seno. Successivamente il bimbo verrà accolto in reparto accanto alla mamma, che continuerà a prendersi cura di lui nei tempi e modi più adatti, con l’aiuto del personale. Questa pratica di vita insieme si chiama rooming-in, consente la reciproca conoscenza e facilita la mamma nel capire i bisogni del proprio bambino. Nelle prime ore di vita il nutrimento materno è rappresentato dal colostro, che è il migliore possibile per il neonato perché altamente energetico, in un momento in cui lui non è in grado di ricevere il latte più maturo, che inizierà a prodursi dopo la prima settimana di vita. Trova collocamento in rooming-in anche il neonato a termine in buone condizioni cliniche che necessita di inquadramento diagnostico, ma che non richiede stretta assistenza sanitaria.
La lotus birth
Il termine lotus birth deriva da Clair Lotus Day, infermiera californiana, che per prima ha ritenuto che il taglio del cordone ombelicale fosse “una violenza sul corpo del bambino”, mentre il mantenimento del contatto con la placenta comportasse numerosi vantaggi per il suo benessere. Questa pratica naturale prevede che il neonato resti unito alla placenta tramite il cordone ombelicale fino a quando questo non si stacchi spontaneamente una volta completato il processo di mummificazione. Il Nido dell’ospedale di Asola ha accettato già da anni la pratica e si è specializzato in questa attività, predisponendo un protocollo ad hoc.
L‘allattamento al seno
Il latte materno è l’alimento migliore, favorisce una relazione speciale fra mamma e bambino che è insieme nutrizione, cura e trasmissione d’affetto. Il latte materno contiene tutte le sostanze necessarie per la crescita del bambino nei primi 6 mesi di vita. Inoltre è pratico: sempre pronto e pulito, ben digerito e non ha costi. È un liquido vivo, perché si modifica nel tempo adattandosi alle caratteristiche del bambino: la sua composizione varia durante la poppata, nel corso della giornata e man mano che il bambino cresce. Lo protegge dalle infezioni, soprattutto nel primo anno di vita. Allattare fa bene anche alla donna, favorendo ad esempio la contrazione dell’utero e riducendo le perdite di sangue dopo il parto. Molti altri vantaggi per la salute del bambino, anche a distanza di anni, sono stati evidenziati dalla ricerca scientifica. Per il neonato che non sta bene e in particolare per il neonato prematuro si tende a promuove l’allattamento materno, consentendo alle mamme e ai papà di stare sempre vicini al proprio bambino, di toccarlo, di accoglierlo in grembo appena le condizioni di salute lo permettono. Questa pratica, chiamata marsupioterapia, aiuta la crescita del neonato fino a quando sarà in grado di succhiare direttamente al seno. Nel caso in cui, temporaneamente, il neonato non possa essere attaccato al seno il latte sarà eventualmente raccolto e conservato in Neonatologia a Mantova o in alternativa a domicilio. L’ASST di Mantova non dispone però di una banca del latte.
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>> scarica la brochure Allattare al seno - Un investimento per la vita redatta e promossa dal Ministero della Salute
 
Gli esami del neonato
La storia di ciascun neonato inizia con la gravidanza. Compito del neonatologo è valutare come quel bambino è stato nella pancia, attraverso gli esami eseguiti sul sangue della madre e le ecografie per escludere infezioni, malformazioni e anomalie di crescita fetali. Analizzando questi esami è possibile individuare una assistenza personalizzata per tutti i neonati, i quali saranno comunque sottoposti durante la degenza a screening metabolico, monitoraggio della bilirubinemia, otoemissioni per escludere sordità congenita, riflesso rosso per le patologie retiniche. Lo screening metabolico, obbligatorio in Italia su indicazione ministeriale, viene effettuato alla 49esima ora di vita attraverso la raccolta di sangue su un cartoncino che verrà poi inviato al centro di riferimento regionale per escludere ipotiroidismo, fenilchetonuria, mucoviscidosi e sindrome adrenogenitale congenita. Il monitoraggio della bilirubina avviene con un semplice apparecchio appoggiato alla cute del neonato. Questa sostanza aumenta in tutti i neonati nei primi giorni di vita per scendere poi dopo la prima settimana. Qualora i valori fossero troppo elevati, verranno utilizzate lampade di fototerapia.
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La denuncia di nascita
Il rilascio dell’atto di dichiarazione di nascita è regolato dal DPR 396 del 3/11/2000 “Nuovo Ordinamento di Stato Civile”. La legge prevede due percorsi:
• La dichiarazione di nascita può essere resa nel Comune del territorio in cui è avvenuto il parto (Mantova, Asola, Pieve di Coriano), entro dieci giorni dalla nascita del bambino o nel Comune di residenza della madre sempre negli stessi termini temporali.
• La dichiarazione può essere resa direttamente negli Ospedali di Mantova, Asola e Pieve di Coriano entro 3 giorni dalla nascita. Per gli Ospedali di Asola e di Pieve di Coriano bisogna rivolgersi alla segreteria della Direzione Medica di Presidio, con la medesima tipologia di documentazione. Per l’ospedale di Mantova bisogna rivolgersi all'Ufficio Accettazione Amministrativa e Spedalità in presenza del personale addetto, sempre con l’attestazione di avvenuta nascita sottoscritta dal medico o dall’ostetrica che hanno assistito al parto e con i documenti di riconoscimento di entrambi i genitori. La procedura si differenzia a seconda che la coppia sia legalmente sposata o meno: nel primo caso la dichiarazione di nascita viene sottoscritta solo dal padre, nel secondo caso sono necessarie le firme di entrambi i genitori. I documenti di riconoscimento validi sono:
• Per i cittadini italiani la carta d’identità, la patente di guida, il passaporto.
• Per i cittadini stranieri il passaporto, il permesso di soggiorno o la carta d’identità italiana qualora residenti in Italia.
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Nascere prima del termine o con problemi di salute
Il neonato prematuro
La nascita prematura è una complicanza della gravidanza. Prematuro è ogni nato tra la 22esima e la 37esima settimana di gestazione. In questo ambito si distinguono i neonati lievemente prematuri tra 34 e 37 settimane di gestazione, i neonati prematuri tra 29 e 34 settimane e i gravi prematuri al di sotto delle 28 settimane e con peso inferiore a 1.000 gr. Lievi prematurità o patologie minori possono essere accolte in rooming-in nei tre punti nascita dell’ASST di Mantova, perché è importante, se le condizioni cliniche lo permettono, che ciascun neonato anche se prematuro possa stare con la mamma e riceverne il latte. Le prematurità più gravi vengono accolte nella Terapia Intensiva Neonatale di Mantova, preferendo se possibile il trasporto della mamma prima del parto o, in alternativa, il trasporto del neonato in ambulanza con personale dedicato. All’Ospedale di Mantova è disponibile anche una Terapia Intermedia dove sono assistiti i neonati che hanno raggiunto una maggiore stabilità. In questa area viene prestata maggiore attenzione agli aspetti educazionali, per consentire alla famiglia una dimissione più sicura e serena.
Le malattie rare
L’Azienda Socio Sanitaria territoriale di Mantova è centro di riferimento per quattordici malattie rare. Essere centro di riferimento per una malattia rara significa possedere esperienza in attività diagnostica e terapeutica, oltre alla dotazione delle strutture di supporto. Il centro di riferimento rilascia la certificazione di diagnosi per patologia rara, prodotta dallo specialista che ha in carico il bambino, utile a ottenere l’attestato di esenzione a validità illimitata rilasciato dall’ASST di residenza. Le patologie di interesse pediatrico seguite sono: alcuni rari disturbi del metabolismo e del trasporto dei carboidrati (glicogenosi), Sindrome di Turner (Pediatria dell’Ospedale di Mantova), alcune tipologie di anemie ereditarie e disturbi ereditari della coagulazione (Servizio Immunotrasfusionale e Pediatria di Mantova) ed epilessia mioclonica progressiva, mioclono essenziale ereditario, Sindrome di West e Sindrome di Lennox Gastaut (Neuropsichiatria Infantile). Sul sito del Centro di Coordinamento della Rete Regionale (malattierare.marionegri.it), che fa capo all’Istituto Mario Negri di Ranica (BG) sono reperibili nel dettaglio e con aggiornamento costante tutte le patologie seguite, le relative sedi, gli specialisti di riferimento, i contatti, i percorsi attivati a livello regionale, oltre al protocollo di presa in carico e alla documentazione di riferimento.
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Cuore FINALMENTE A CASA

L'assistenza dopo il parto
Le prime settimane dopo il parto sono caratterizzate da profondi cambiamenti non solo fisici e psicologici per la donna, ma anche relazionali all’interno della coppia. Per vivere meglio questo delicato periodo, chiamato puerperio, ci si può rivolgere al Consultorio familiare, dove un’équipe multidisciplinare fornirà tutte le informazioni utili, in particolare sulle prime cure al neonato (per esempio medicazione dell’ombelico, allattamento)e programmerà controlli per la mamma ed il neonato in ambulatorio o a domicilio a seconda delle necessità. Il servizio è esente da ticket.
>> scarica la brochure informativa "Come prevenire la depressione post partum e sentirsi di nuovo se stesse"
La scelta del pediatra
L’assistenza sanitaria è garantita a tutti i cittadini (italiani e stranieri aventi diritto) attraverso una rete di servizi (assistenza medica e pediatrica, farmaceutica, specialistica ambulatoriale, ospedaliera, domiciliare e consultoriale) mediante l’iscrizione al Servizio Sanitario Regionale, che è obbligatoria per il neonato e comporta la scelta del pediatra di famiglia.
Cosa fare
Per iscrivere il bambino al Servizio Sanitario Regionale il genitore o un suo delegat




Pagina aggiornata al: 21 giugno 2017