Tumori, acceleratore all'avanguardia e nuovo esame pet-tac

Il Dipartimento di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma, diretto da Adriano Di Marco, punta sull’innovazione per la cura dei tumori. La struttura di Radioterapia può infatti contare su un acceleratore lineare all’avanguardia, mentre in Medicina Nucleare si esegue un nuovo esame diagnostico per il carcinoma prostatico.

RADIOTERAPIA
L’Acceleratore lineare, in funzione dal 29 marzo, è un’apparecchiatura in grado di produrre fasci di elettroni e di fotoni che vanno a colpire il tumore durante la radioterapia. Esso viene a sostituire la prima unità installata (Philips SL 18) nel 1995 e dismessa nel dicembre 2010. Il macchinario (modello Synergy, prodotto dalla svedese Elekta, leader mondiale nel settore degli acceleratori lineari per uso medico) rappresenta il top di gamma nella categoria degli acceleratori lineari. Esso dispone di 3 diverse energie di fotoni (energia da 4, da 6 e da 15 MV di energia nominale) e ben 7 energie di elettroni (variabili da 4 a 18 MeV).
E’ un'apparecchio perticolarmente adatto alle più moderne e sofisticate metodiche radioterapiche quali la Imrt (Intensity modulated radiation Therapy) la Igrt (Image Guided Radiation Therapy) e Vmat (Velocity Modulated Arc Therapy), le tecniche di radiochirurgia e di radioterapia stereotassica sia "brain" che "body". Tutte tecniche per le quali la Radioterapia di Mantova risulta, con la nuova acquisizione, sempre più equipaggiata. Tra gli altri dispositivi, il nuovo acceleratore dispone di un apparecchio Tac incorporato nella struttura stessa che consente il quotidiano controllo della lesione neoplastica irradiata e una più precisa e puntuale esecuzione del trattamento stesso.

MEDICINA NUCLEARE
Dal primo maggio nella struttura di Medicina Nucleare, diretta da Giordano Savelli, è possibile eseguire un nuovo esame Pet tac per i pazienti affetti da neoplasia prostatica: la Pet Tc con colina Il carcinoma prostatico è una delle neoplasie più frequenti nell’uomo e la sua incidenza sta aumentanto notevolmente negli ultimi anni. In questa patologia, dopo la terapia standard, che prevede la chirurgia o la radioterapia, la recidiva locale o a distanza è un evenienza tutt’altro che rara, occorrendo fino alla metà dei casi nei primi dieci anni dopo il trattamento.
Il parametro sicuramente più sensibile per evidenziare la ricomparsa della malattia è rappresentato dall’innalzamento dei livelli sierici di antigene prostatico specifico (Psa). In caso di aumenti ripetuti di questo marcatore, la possibilità di discriminare fra la presenza di una recidiva locale o a distanza riveste un’importanza cruciale per la definizione del piano di cura migliore. In particolare, la radioterapia è di grande efficacia quale terapia locale, a condizione che non siano presenti localizzazioni a distanza. Le line guida definite a livello europeo nel 2004 stabiliscono la superiorità di questo tipo di trattamento in caso di livelli di Psa di 1-1.5 ng/ml.
Purtroppo la capacità dell’imaging tradizionale - Tc, Risonanza magnetica e Scintigrafia ossea - nel definire la localizzazione della recidiva in questo contesto, non si è dimostrato ottimale. Da qualche anno, la Pet tc con colina, all’inizio resa radioattiva con 11C e ora anche con 18F, ha dimostrato la sua utilità nella visualizzazione di foci neoplastici prostatici in pazienti con innalzamento lieve del Psa, permettendo in tale modo di indirizzare I pazienti verso la chirurgia o la radioterapia (in caso di sola recidiva locale) oppure la terapia sistemica (in caso di malattia diffusa). Con la disponibilità di questa metodica, l’Azienda Ospedaliera Carlo Poma perfeziona il percorso diagnostico dei pazienti mantovani affetti da carcinoma prostatico con sospetto di recidiva e mira a soddisfare una reale e attuale esigenza clinica.
 


 



Pagina aggiornata al: 12 Aprile 2011