Stroke Unit, ricerca collaborativa: individuata una nuova causa di Ictus

Un recente studio condotto da 13 Stroke Unit con Centro del Sonno  ha individuato una nuova causa di Ictus. La ricerca D.A.RI.A (Detection of sleep Apnea as RIsk facotr in Acute stroke), alla quale ha partecipato il direttore della struttura di Neurologia dell'Azienda Ospedaliera Carlo Poma Alfonso Ciccone, ha dimostrato che la compresenza di sindrome delle apnee morfeiche (OSAS dall’inglese Sleep Apnea Syndrome) e forame ovale possono scatenare la patologia.

 

La sindrome delle apnee morfeiche è un disturbo che colpisce circa il 4 per cento della popolazione generale di media età, raggiungendo valori molto più elevati nei soggetti sopra i 60 anni (>20 per cento). E’ caratterizzata dalla presenza di ripetitivi e periodici episodi di ostruzione delle alte vie aeree in corso di sonno che si accompagnano a diminuzione dell’ossigeno nel sangue e a variazioni continue della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. A causa delle frammentazione del sonno, i pazienti colpiti da questo disturbo possono presentare un’eccessiva sonnolenza diurna, talvolta sottostimata, come unico sintomo della malattia.
 
Negli ultimi anni è stato dimostrato che la presenza di apnee ostruttive durante il sonno costituisce un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardio e cerebro-vascolari. Il forame ovale è la persistenza dopo la vita fetale di una comunicazione fra l’atrio destro e quello sinistro; si trova in circa il 25 per cento della popolazione sana ed è di solito innocuo ma in certe condizioni può permettere il passaggio di un coagulo dal sistema venoso a quello arterioso con un salto del circolo polmonare, dall’atrio destro a quello sinistro (embolia paradossa). Queste condizioni sono molto difficili da identificare e spesso quando si trova un’apertura del forame ovale in una persona che ha avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA) non siappiamo se è un reperto casuale o se ha davvero a che fare con l’ictus o il TIA.
 
Un meccanismo attraverso il quale l’OSAS potrebbe favorire lo sviluppo di malattie cerebrovascolari è quello dell’embolia paradossa. Si è infatti osservato che durante le apnee ostruttive l’aumento della pressione nel cuore destro può determinare un salto di sangue venoso dall’atrio destro a quello sinistro. Lo studio collaborativo ha dimostrato che l’ipotesi è plausibile a livello clinico perché chi ha avuto un ictus durante il sonno ha una probabilità doppia di essere affetto da OSAS ed essere portatore di un’apertura del forame ovale rispetto a chi ha un ictus in veglia.  La combinazione dei due fattori, OSAS e pervietà del forame ovale, rappresenta un nuovo fattore di rischio per l’ictus (nel 30-40 per cento degli ictus non si identifica una causa) potenzialmente trattabile. L’OSAS infatti può essere trattato con ventilazione meccanica (PAP dall’inglese Positive Airway Pressure) e la pervietà del forme ovale, in certi casi, potrebbe beneficiare di un intervento di chiusura per via percutanea.


Pagina aggiornata al: 25 Ottobre 2012