Psichiatria, pazienti più autonomi con le residenze leggere

Un progetto innovativo che mira a rendere autonomi i pazienti psichitarici: l’attivazione di 20 residenze leggere sul territorio mantovano. L’iniziativa, nata nel dicembre 2010, viene dalla Direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma con il forte sostegno della Direzione dell’Asl di Mantova. Si colloca nell’ambito di un percorso della Psichiatria iniziato nel 1977 con la riforma, che trova oggi, a Mantova, uno dei suoi risultati più significativi.
 

La filosofia delle residenze leggere parte dall’attività consolidata di progetti individualizzati e microequipe dedicate per ogni utente. L’obiettivo è quello di garantire un’assistenza quotidiana prolungata, multidisciplinare e costante a domicilio al fine di evitare il ricovero, sia ospedaliero che nelle strutture di accoglienza. Si tratta di una modalità per rafforza la capacità di autonomia e migliorare la qualità della vita degli utenti, nel progressivo dissolvimento dello stigma ottenuto dall’integrazione con la società.

Ciò che distingue l’iniziativa mantovana dalle residenze leggere già attivate in altre province è la scelta iniziale di non concentrare i pazienti in un edificio singolo, creando piccole comunità a bassa assistenza. L’assistenza viene prestata al domicilio del paziente, anche se ciò comporta un maggior impegno economico a carico dell’Azienda Ospedaliera. Infatti, nonostante la normativa prevede appartamenti che opsitino al massimo 5 utenti, inseriti in stabili con non oltre 10 utenti, le residenze leggere di Mantova, che appunto per questo si definiscono “domiciliari”, sono composte da 5 appartamenti con due utenti, spesso coppie, e 10 appartamenti con un singolo utente.

La distribuzione territoriale degli alloggi copre l’intera provincia: 3 a Castelgoffredo, 1 a Goito, 4 a Mantova, 4 a Viadana, 1 a Suzzara, 1 a Gonzaga, 4 a Quistello, 2 a Ostiglia; gli appartamenti sono di proprietà degli utenti, oppure in locazione offerti dai Comuni e dall’Aler. Attualmente 20 persone fruiscono di questo servizio, offerto da un’equipe del Cps composta, a seconda delle esigenze, da infermieri, educatori, assistenti sociali ed operatori socio-sanitari che, secondo un programma ben articolato e definito, si alternano in uno o più accessi giornalieri per un’ora circa, per accompagnare l’utente all’autonomia.

Il progetto, sviluppato dopo un impegnativo lavoro preparatorio svolto dagli operatori del Dipartimento di Salute Mentale coordinati da Ida Pantuso, ha comportato l’individuazione degli obiettivi, dei percorsi, dei metodi, degli strumenti e infine degli utenti che avrebbero potuto usufruire del servizio. L’esperienza ha già dato ottimi risultati e c’è la volontà di estenderla, viste anche le richieste in questo senso. In futuro, si può quindi immaginare la progressiva attivazione di nuove residenze leggere con le stesse caratteristiche, soprattutto nei comuni attualmente non coinvolti.
 



Pagina aggiornata al: 23 Febbraio 2011