Prevenzione andrologica, sei mesi di visite gratuite al Poma

Quest’anno la Società Italiana di Andrologia si presenta all'appuntamento annuale con la Prevenzione con un'importante novità: la settimana della Prevenzione Andrologica diventa “Semestre” della Prevenzione Andrologica. Questo cambiamento nasce dalla volontà di andare sempre più incontro agli uomini offrendo loro un periodo più ampio per poter effettuare una visita gratuita da un Andrologo, il Medico dell'uomo per tutta la vita. Prendersi cura di sé stessi non solo significa stare meglio e difendere la propria salute, ma anche proteggere la propria sessualità e quella del partner. Il benessere sessuale e riproduttivo è un bene prezioso che ogni uomo può tutelare a partire dalle semplici abitudini quotidiane di corretta igiene personale, in modo da evitare alcuni fattori di rischio che possono portare a infertilità e disfunzioni sessuali.
Prevenzione fa rima con informazione: per questo SIA ha lanciato il nuovo sito www.prevenzioneandrologica.it, per diventare il riferimento per tutti gli uomini italiani che vogliono informarsi sulle tematiche andrologiche. Negli anni passati la Società Italiana di Andrologia aveva indetto la settimana della prevenzione andrologica con visite quotidiane per 5 giorni consecutivi.
La Struttura di Urologia dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma, diretta da Candido Bondavalli, aveva sempre aderito alle inziative offrendo ai pazienti la possibilità di eseguire un controllo andrologico. Quest’anno viene invece offerta alla popolazione mantovana la possibilità di prenotare all’Urologia di Mantova la visita di prevenzione andrologica per 6 mesi consecutivi da marzo a settembre, telefonando alla segreteria del del reparto (telefono 0376.201635), dalle 9.30 alle 12.30. Responsabile dell’organizzazione del semestre di prevenzione andrologica dell’ospedale di Mantova è Paolo Parma, Uro Andrologo iscritto alla Società Italiana di Andrologia dal 2005.
Quali sono le categorie di persone che possono beneficiare di questa iniziativa andrologica e a quale età andrebbe iniziata la prevenzione andrologica? “L’iniziativa – sottolinea Paolo Parma - è rivolta al maschio di età compresa dai 16 anni fino all’età avanzata. Non esiste un limite di età per cui smettere di fare dei controlli andrologici. La prevenzione andrologica è rivolta ai maschi che desiderino sapere il loro stato di salute sessuale o la loro capacità riproduttiva e che abbiano dubbi, domande o vogliano chiarimenti riguardo la loro sfera sessuale”.

Anche i giovani dovrebbero fare delle visite andrologiche. Quest'anno, infatti, la campagna è rivolta a tutta la popolazione maschile con un occhio di riguardo proprio per gli under 20 e allarga i suoi confini, moltiplicando la sua durata da una settimana a 6 mesi. E per attrarre le nuove generazioni, gli andrologi si sono sottoposti anche a un restyling. Come precisa Parma: “I teenager si sentono a casa sul web? E' lì che gli specialisti della Sia andranno a prenderli. Con un sito appositamente dedicato (www.prevenzioneandrologica.it) che viene lanciato in occasione della partenza dell'iniziativa. Collegandosi, la popolazione maschile over 18 potrà accedere ai recapiti utili per contattare i centri aderenti alla campagna, dove sarà possibile sottoporsi a una visita andrologica nell'ultima settimana di ciascun mese dalla fine di marzo fino al 30 settembre”.
Quali sono i motivi per cui anche gli under 18 dovrebbero consultare un andrologo? “Il 40 per cento dei ragazzi delle scuole superiori – continua l’andrologo - dichiara di fare uso di droghe, l'80 per cento di alcol. Ma l'aspetto più allarmante è che il 20 per cento ammette di aver praticato, almeno una volta, il binge drinking ( mix di alcol, droghe e viagra simili). E' l'alcol dunque ad aver registrato un exploit disarmante. Tutte queste abitudini influiscono anche sul benessere e sulla funzionalità sessuale. Se a questo si aggiunge che per i giovani il canale di informazione sul sesso sono gli amici, a cui seguono i motori di ricerca che per il 40% sono affidabili tanto quanto il medico di famiglia, il quadro è completo".
Nonostante i teenager di oggi facciano parte della 'generazione web 2.0', non sono più informati dei oro predecessori: "Andando in giro per le scuole italiane ci siamo resi conto del fatto che i 15-16enni di oggi ignorano informazioni basilari sui rischi legati ai rapporti sessuali non protetti. Se chiedi in una classe cos'è l'Aids o l'Hiv alzano la mano al massimo in 10. Quasi un ragazzo su 3 nelle prime classi superiori ha già avuto un rapporto sessuale, ma il profilattico è utilizzato con attenzione e sempre solo dal 35,3 per cento dei maschi, a cui si oppone il 36,9 per cento che lo fa in maniera saltuaria ed il 27,7 per cento che invece non lo utilizza mai. Per il 90 per cento serve a evitare gravidanze indesiderate, solo il 6,7 per cento sa che è un mezzo di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
Quali sono i motivi per cui un giovane in età fertile dovrebbe fare un controllo andrologico? “ Dai dati raccolti – riferisce ancora Parma - abbiamo rilevato che un ragazzo su tre ha una patologia andrologica (come varicocele, pene curvo congenito, idrocele, o altre disfunzioni comuni) che nel 50 per cento dei casi possono interferire con la fertilità dell’individuo e nel 10 per cento con la sua sessualità. In diversi giovani, poi, circa in un ragazzo su 100, è stata rilevata la presenza di testicoli ridotti in volume, un segnale che merita indagini di secondo livello per individuare patologie come la sindrome di Klinefelter (che colpisce un maschio su 500 circa), caratterizzata da infertilità e su cui si può intervenire prima dei 20 anni”.

Anche le persone che non hanno disturbi e si sentono “in forma” dovrebbero eseguire una visita andrologica periodica. Il maschio dovrebbe entrare nell’ordine delle idee di eseguire una visita di controllo annuale dall’andrologo così come le donne eseguono il controllo ginecologico. L’andrologo è lo specialista che studia la salute maschile, con particolare riferimento alle disfunzioni dell’apparato riproduttivo e urogenitale. Insomma, è la controparte del ginecologo. Può aiutare a prevenire disturbi molto comuni e spesso non gravi, se non vengono trascurati a lungo, e può curarli, sebbene troppo spesso gli uomini li sopportino in silenzio per non «confessarli». Parliamo di disfunzione erettile, infertilità, azoospermia (incapacità di produrre spermatozoi, originata da fattori di diversa natura) e varicocele (dilatazione dei vasi venosi che drenano il sangue del testicolo), incurvamento del pene, criptorchidismo (la mancata discesa del testicolo nel sacco scrotale), torsione del testicolo. I maschi, si sa, sono però poco predisposti a prendersi cura della propria salute, soprattutto se si tratta di affrontare disturbi che riguardano l’area genitale.
Quali sono i motivi per cui è bene eseguire il controllo andrologico periodico nella età adulta? “Nella età adulta - spiega Paolo Parma - la visita è volta a valutare se esistono fattori di rischio e/o abitudini di vita che possono determinare la comparsa di disfunzione erettile. La disfunzione erettile può inoltre essere la spia di disfunzioni metaboliche o patologie cardiache sottostanti che si possono manifestare successivamente. Nell’età anziana invece la prevenzione andrologica ha lo scopo di prevenire e/o correggere deficit di testosterone che possono avere ripercussioni negative sul metabolismo osseo e muscolare, nonché sul tono dell’umore.” Va ricordato che anche nell’età adulta c’è molta difficoltà a esternare le proprie problematiche nel campo della sfera genitale. E’ stato calcolato che in media il maschio Italiano on problemi andrologici aspetta in media dai 14 ai 24 mesi prima di cercare una cura.

 


 



Pagina aggiornata al: 03 Aprile 2012