INFEZIONE DA HIV: APRE UN NUOVO AMBULATORIO

Progetto di potenziamento dell'attività di screening e diagnosi precoce. In provincia di Mantova 1.100 persone colpite dal virus, 400 non ancora intercettate

MANTOVA, 30 NOVEMBRE 2012 - Dal 1 dicembre, nella sede dell’Asl (via dei Toscani 1, palazzina 9A), aprirà l’Ambulatorio Prevenzione Aids. La struttura sarà attiva: il giovedì dalle 8.30 alle 10 e dalle 12.30 alle 14.30; il venerdì dalle 8.3 alle 10 e dalle 14.30-16.30. Per informazioni è possibile telefonare allo 0376.334929 dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 10.
Cosa offre l’ambulatorio?
- Effettuazione del test HIV e ricerca sierologica di altre malattie a trasmissione sessuale (epatite B, C, lue ecc.);
- Counselling pre e post test;
- Vaccinazioni antiepatite A e B e antidiftotetanica;
- Supporto alla terapia antiretrovirale in collaborazione continua con la struttura di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma.

Le caratteristiche organizzative
• L’anonimato, ovvero, al paziente non viene richiesto il nome né alcun documento sanitario;
• La gratuità, ovvero il servizio viene effettuato gratuitamente ;
• L’accesso libero, ovvero, l’utente può presentarsi direttamente negli orari di apertura dell’ambulatorio, senza necessità di ricetta medica;
• La non connotazione degli utenti, poiché afferiscono a locali che non portano nessun tipo di targa specifica riguardante AIDS o altre Malattie Sessualmente trasmesse, in quanto collocati all’interno di un servizio che amplia le sue funzioni istituzionali;
• Presenza di operatori sanitari specializzati;
• Collaborazione e confronto con le strutture di ricovero e di assistenza extraospedaliera, i comuni, le scuole, le associazioni operanti in campo sanitario e socio-sanitario, il volontariato sociale, i gruppi di interesse.

Perché questa iniziativa?
Le problematiche correlate all'AIDS hanno subito, negli ultimi anni, un calo di attenzione da parte sia degli operatori sanitari che della popolazione, con un conseguente minor investimento nella prevenzione primaria. A fronte di questo, i dati epidemiologici indicano, in generale, che la patologia non è in diminuzione e che vi è un aumento della prevalenza di soggetti sieropositivi con rischio di ulteriore diffusione della infezione e con un incremento rilevante dei costi in sanità. Dall'analisi dei dati di consumo (test HIV) in Italia e anche in Regione Lombardia emerge, inoltre, che la diagnosi di infezione da HIV avviene con notevole distanza dal momento del contagio, con conseguente ritardo di accesso alle cure, e che il ricorso al test è consistente ma effettuato, prevalentemente, da una tipologia di soggetti non particolarmente a rischio, con uso improprio delle risorse.

Attualmente, il limite principale alla conoscenza epidemiologica sulla diffusione e sulle dinamiche di trasmissione dell'HIV risiede nella mancanza di un sistema informativo diffuso di rilevazione della sieropositività e delle variabili ad essa correlate (caratteristiche demografiche, fattori di rischio, evoluzione clinica); non secondario è, poi, il fatto che, essendo l'infezione clinicamente silente, i soggetti con infezione in atto non si sottopongano ai test per la definizione della diagnosi. Ciò premesso, si osserva che vi sono evidenze scientifiche che la diagnosi di infezione in fase avanzata comporta una minore aspettativa di vita, oltre al maggior rischio di generare casi secondari; l'accesso precoce alle terapie antiretrovirali per i soggetti sieropositivi costituisce, inoltre, un blocco verso la malattia conclamata. Tutto ciò richiede un rinnovato sforzo nella ricerca ed avvio di programmi finalizzati a migliorare le conoscenze delle persone maggiormente esposte a rischio di contagio e alla promozione del test.

Epidemiologia
Sono modificate alcune caratteristiche epidemiologiche della malattia:
-Aumento continuo dell’età di prima diagnosi
-Incremento percentuale delle donne con infezione HIV/AIDS
-Aumento percentuale degli stranieri con infezione HIV/AIDS
-Trasmissione prevalentemente per via sessuale
-Elevata percentuale di diagnosi tardive
Alcuni dati basati sull’ultimo rapporto del Centro Operativo AIDS (ISS) pubblicato nel 2011:
Età media alla diagnosi di AIDS: nel 1989, 30 anni per i maschi e 28 per le femmine; nel 2010, 44 anni per i maschi e 40 per le femmine; il 66,3 per cento del totale dei casi sono fra i 30 e i 49 anni.

Nel 2009 quasi uno su tre nuovi HIV positivi è risultato di nazionalità straniera. Per quanto riguarda le categorie a rischio, nel 1985 i tossicodipendenti erano il 74.6 per cento e la modalità sessuale di trasmissione era il 7.8 per cento; nel 2009 i tossicodipendenti erano il 5.4 per cento e la via sessuale (omo e eterosessuale) il 79 per cento. Per questo è necessario continuare a promuovere l'uso del preservativo come modo di prevenzione. In relazione alla distribuzione geografica, il tasso di incidenza di infezione da HIV, nel 2010, in Regione Lombardia è risultato pari al 4.0 per 100.000 abitanti e la provincia di Mantova è sostanzialmente allineata su questi valori.

La struttura di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma, dall’inizio dell’epidemia ad oggi, ha arruolato 1.178 pazienti, di cui 250 sono deceduti per AIDS; le notifiche di AIDS sono state 417 e i pazienti in carico ambulatoriale sono 750. E’ importante sottolineare, tuttavia, che, sulla base delle stime nazionali, a Mantova vivrebbero circa 1.100 persone con infezione da HIV, quindi 400 persone non sono intercettate dai servizi sanitari. Un quarto circa delle persone con infezione da HIV non è a conoscenza del proprio stato sierologico. Una quota crescente di persone scopre di essere sieropositiva molto tardivamente, in occasione della diagnosi di AIDS. Nel 2009, il 60 per cento delle notifiche di AIDS ha coinciso con la prima diagnosi di infezione da HIV, sia negli uomini che nelle donne, e più frequentemente se la trasmissione era legata alla via sessuale. Come conseguenza, ben 2/3 delle persone con diagnosi di AIDS, dal 1996 al dicembre 2010, non ha fruito delle terapie antiretrovirali prima di tale diagnosi. L’HIV dunque riguarda ognuno di noi.

In considerazione di queste valutazioni e dei dati epidemiologici, il Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 e la DGS 11572 del 16/11/2010 “Sorveglianza e controllo dell’infezione da HIV. Determinazioni per il potenziamento delle attività di screening e diagnosi precoce” hanno individuato, fra gli obiettivi del prossimo triennio, il potenziamento dell’attività di screening e diagnosi precoce del test HIV. A questo progetto partecipano l’ASL (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) e l’Azienda Ospedaliera (Struttura Malattie Infettive) con il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale, le associazioni del 3° settore, gruppi di interesse, associazioni di volontariato (Anlaids, Caritas, Arcigay) e altre Pubbliche Amministrazioni. Tale progetto si propone di analizzare, nell'ambito territoriale della Provincia di Mantova, l'attuale offerta delle attività di screening del test HIV per arrivare ad un incremento delle diagnosi precoce dell'infezione e di realizzare un centro di riferimento interno all'Asl con accessi agevolati per l'offerta del test, integrativa all’offerta ospedaliera.

La collocazione dell’ambulatorio è stata scelta sia per la sua centralità, rispetto alla provincia e all’ASL, sia per soddisfare l’esigenza, più volte sottolineata, di “non stigmatizzazione”dell’utente. Detta sede, ospita, infatti, oltre agli uffici amministrativi, anche l’ambulatorio del viaggiatore internazionale, che riceve, quasi quotidianamente, una utenza molto varia in termini di età, sesso e provenienza etnica. A tale struttura fanno riferimento, inoltre, anche i soggetti invitati per le inchieste epidemiologiche sulle malattie infettive.



Pagina aggiornata al: 30 Novembre 2012