CANCRO AL POLMONE: MANTOVA GETTA LE BASI PER UN PROGRAMMA DI SCREENING NAZIONALE

Il Poma nel gruppo di lavoro della Società di Chirurgia Toracica


 

I professionisti della Chirurgia Toracica dell’ASST avranno un ruolo chiave nella stesura di un disegno di screening oncologico dedicato ai fumatori da proporre al Ministero della Salute. A rappresentarli sarà il direttore della struttura del Poma e presidente della Società Italiana di Chirurgia Toracica (SICT) Giovanni Muriana, nell’ambito di un workshop che si svolgerà a Roma, nella sede del Ministero, il 17 gennaio e che vedrà riuniti i principali specialisti del settore. Un gruppo di lavoro con l’obiettivo di stilare una bozza del programma di screening che le principali regioni italiane potranno adottare per prevenire e curare il tumore al polmone.

Giovanni MurianaI programmi di screening per cancro al polmone – precisa Giovanni Muriana - sono piuttosto costosi e negli scorsi anni non si era arrivati a dimostrare la bontà del rapporto fra costi e benefici. Recentemente, invece, in occasione di un summit internazionale di Oncologia a Toronto, sono stati presentati studi che provano l’efficacia dello screening, in grado di ridurre la mortalità in misura pari anche al 30 per cento. L’Istituto Tumori di Milano, ad esempio, sta conducendo uno di questi studi. Per tale motivo il Ministero ha chiesto alle varie società scientifiche italiane di elaborare un’ipotesi di attività di screening. Un altro momento decisivo per raggiungere questo obiettivo sarà un meeting che si terrà in Regione a febbraio. Il Poma avrà un ruolo di rilievo nell’applicazione del futuro programma”.
 

Quali sono le finalità dello screening e come si esegue? Innanzitutto è necessario selezionare i fumatori da coinvolgere e sensibilizzarli sui gravi rischi che il fumo può comportare per la salute. Spiega Muriana: “Parliamo di soggetti che hanno fumato una media di 20 sigarette al giorno per 10 anni o di 10 sigarette per almeno 20 anni. Lo scopo è identificare i tumori allo stadio precoce, perché in questi casi l’intervento chirurgico ha il 90 per cento di possibilità di successo”.

Il tumore del polmone è il primo tumore per mortalità nella popolazione Italiana. Nonostante l’incidenza stia calando nei maschi (ma aumentando nelle femmine) il numero di nuovi casi annui si mantiene molto elevato (oltre 40mila). La sopravvivenza a 5 anni dei registri di popolazione è ferma a un massimo del 17 per cento.

Il Ministero della Salute, attraverso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, intende dunque valutare l'opportunità di un programma di screening e la sua possibile integrazione nella prevenzione primaria individuale di contrasto al tabagismo. Per poter stabilire una policy al riguardo, ritiene indispensabile una valutazione con le modalità della tac spirale a basso dosaggio relativamente ai vari scenari plausibili, sulla scorta delle evidenze scientifiche e degli atti di pianificazione già vigenti.

Il workshop del 17 gennaio vuole essere l'occasione per fare il punto sulle nuove recenti acquisizioni di evidenze considerando lo stato dell’arte delle conoscenze e di contesto sull'argomento rispetto al 2012, quando l'Osservatorio Nazionale Screening, sempre su mandato del Ministero, aveva effettuato una prima valutazione della letteratura disponibile, concludendo che dovevano ancora essere prodotte evidenze.
 



Pagina aggiornata al: 15 Gennaio 2019