Batteri, arriva il 'superspecialista' in terapie antibiotiche

Un ‘superspecialista’ in terapia antibiotica. E’ la nuova figura prevista nell’ambito delle strategie aziendali per l’uso corretto delle molecole antibiotiche. Il CIO (Comitato di controllo delle infezioni ospedaliere) dell’Azienda Ospealiera Carlo Poma ha elaborato un progetto per gestire in modo ottimale l’utilizzo di questi farmaci. Le ‘politiche antibiotiche’ sono state attuate in molti Paesi stranieri (con il termine anglosassone di “antimicrobial stewardship”) con risultati soddisfacenti in termini di riduzione dell’incidenza di germi antibiotico-resistenti, di contenimento dei costi sanitari, di implementazione delle risorse disponibili, di miglioramento della prognosi del paziente. Nel nostro Paese tali iniziative sono sporadiche, lasciate spesso all’iniziativa del singolo e non coordinate né organizzate in progetti ad hoc.

Per questi motivi l’Azienda Ospedaliera ha approvato il progetto redatto nell’ambito del CIO. La responsabilità del progetto è stata affidata a Gianni Gattuso, infettivologo del Poma e attuale presidente del CIO su nomina del direttore sanitario aziendale. Uno degli obiettivi prevede proprio il ruolo del ‘superspecialista’, un medico infettivologo, al quale i colleghi delle varie specialità possano rivolgersi in casi particolarmente complicati di infezioni batteriche, per definire il miglior trattamento. Inoltre, questo professionista rappresenterà un punto di riferimento per il microbiologo, il farmacista, il direttore sanitario, gli infermieri addetti al controllo delle infezioni correlate a cure sanitarie. Le sue funzioni saranno, nello specifico: consulenza nei reparti ospedalieri, soprattutto in quelli “critici” per instaurare correttamente e precocemente la terapia antibiotica; collaborazione con i medici che con i microbiologi; formazione continua per varie figure professionali, per mezzo di audit clinici, corsi, seminari. Inoltre, il progetto contempla un’attività di Controllo e monitoraggio della circolazione di germi all’interno dell’ospedale e il coinvolgimento attivo della struttura di Farmacia dell’Azienda Ospedaliera per il monitoraggio dei consumi delle varie molecole antibiotiche, l’applicazione della “richiesta motivata” di alcuni antibatterici, di scelta e gestione in senso ampio, in collaborazione con i clinici, della terapia antibiotica e di invio dei dati di consumo al CIO per l’elaborazione.

Pianificare strategie nell’ambito delle terapie antibatteriche al giorno d’oggi è ormai fondamentale. Negli ospedali sono sempre più rappresentati soggetti con ridotti poteri di difesa, quali anziani con molteplici patologie, immunodepressi per gravi malattie di base o per terapie immunosoppressive od antiblastiche, portatori di cateteri endovascolari o dispositivi per la ventilazione meccanica per un’assistenza di tipo intensivo. Questi pazienti non solo sono caratterizzati da un elevato rischio infettivo, ma rappresentano anche il bersaglio di nuovi microrganismi cosiddetti “opportunisti” perché emersi come patogeni a causa delle precedentemente elencate condizioni di immunocompromissione. La maggioranza di questi batteri non sono dotati di virulenza nell’ospite immunocompetente, altri sono vecchi agenti etiologici, come lo Stafilococco aureo, che da questa nuova situazione epidemiologica hanno tratto nuove opportunità di causare malattia. Infatti essi spesso mostrano profili di resistenza agli antibiotici. Teatro dell’emergenza dei microrganismi poliresistenti sono le corsie ospedaliere, ma soprattutto le Unità di Terapia Intensiva.
 



Pagina aggiornata al: 11 Luglio 2011