ADOLESCENTI E ALCOL

Gli ultimi dati ESPAD (2015) sulla popolazione studentesca lombarda di 15-19 anni integrati da una ricerca condotta a Mantova nel 2017 (Comitato Amici C.A.S.A. San Simone in collaborazione con il Servizio di Medicina delle Dipendenze dell’Ospedale Rossi di Verona) su studenti tra i 17 e 19 anni evidenziano che l’81,3 per cento degli studenti lombardi ha bevuto alcolici negli ultimi 12 mesi, dato in lieve diminuzione nel tempo. Aumentano invece le forme di abuso di alcol sia sotto forma di ubriacature che di modalità di assunzione dell’alcol ‘binge’, comportamento estremamente diffuso fra i giovani under 24 anni (34,5 per cento). I ragazzi mantovani intervistati bevono a pasto nel 7,3 per cento dei casi, in aperitivo nel 19,5 per cento, dopo cena nel 27,8 per cento ed in discoteca nel 45,4 per cento. Il 50,5 per cento dei ragazzi mantovani (il dato italiano nel 1995 era del 36 per cento) si è ubriacato nell’ultimo anno (femmine al 52,5 per cento e maschi al 48,7 per cento) con una media di 3,4 ubriacature nell’ultimo anno, valori superiori anche a quelli medi lombardi. Il 42 per cento si è ubriacato negli ultimi 6 mesi e di questi il 18 per cento si è ubriacato almeno 5 volte, mentre l’8 per cento si è ubriacato almeno 10 volte.

 

Il progetto dell’ASST di Mantova prevede la presenza attiva in Pronto Soccorso dei professionisti del SerD tutti i lunedì non festivi, dalle 15 alle 17, per effettuare due consulenze settimanali dei pazienti (e dei loro familiari, eventualmente anche soli) che nei giorni precedenti hanno avuto un accesso alla struttura di emergenza per sintomi secondari ad uso di sostanze legali e non.

 

Il ricorso alle strutture di Pronto Soccorso, del resto, deve essere trattato come un evento sentinella che richiede almeno un approfondimento diagnostico specialistico e l’eventuale attivazione di idonei percorsi terapeutici. Il medico responsabile del trattamento del caso, alla dimissione dal Pronto Soccorso, proporrà al paziente o ai suoi famigliari la consulenza. La richiesta verrà trasmessa quindi al Ser.D di Mantova che potrà proporre varie opzioni, tra le quali l’adesione ai gruppi psicoeducativi dedicati all’utenza di questa fascia di età e ai genitori o la presa in carico da parte dei Consultori Famigliari. Qualora l’indicazione del medico del Pronto Soccorso all’approfondimento diagnostico venisse rifiutata o comunque disattesa, il Ser.D ricontatterà i soggetti dimessi.

 

Di seguito due servizi di Stefano Lorelli per TGR Lombardia, il primo del 30 gennaio 2019, il secondo del 6 febbraio.

 



Pagina aggiornata al: 08 Febbraio 2019