Ipertensione, trattamento innovativo al Poma

Un trattamento innovativo per la cura dell’ipertensione arteriosa resistente alla terapia farmacologica. E’ stato eseguito per la prima volta al Poma e consiste nella denervazione delle arterie renali mediante una tecnica percutanea di ablazione con erogazione di radiofrequenza. La metodica, utilizzata da poco tempo in Italia e in centri di eccellenza, prevede l’incannulamento della arteria femorale attraverso cui si giunge nelle arterie renali, con il posizionamento di un elettrocatetere che eroga energia a livello della parete del vaso. In tal modo si determina una interruzione delle afferenze e delle efferenze delle vie nervose autonome renali che condizionano lo stato ipertensivo. A tale trattamento sono stati sottoposti con successo un uomo di 75 anni ed una donna di 81 anni affetti da ipertensione arteriosa refrattaria. L’intervento è stato eseguito dai medici Renato Rosiello e Michele Romano del Laboratorio di Emodinamica, di cui è responsabile Corrado Lettieri, all’interno della struttura di Cardiologia, diretta da Roberto Zanini.

L’ipertensione arteriosa rappresenta una elle patologie più frequenti che danneggiano il cuore, il rene e il cervello. Le stime recenti indicano che in Italia il 21 per cento degli uomini e il 24 per cento delle donne presentano valori di pressione arteriosa al di sopra della norma, quindi significa che oltre 10 milioni di persone sono ipertese. La terapia farmacologica e l’associazione con strategie terapeutiche non farmacologiche come il calo ponderale, la riduzione del consumo di sale e l’abolizione del fumo nonché l’attività fisica consentono di ottenere un buon controllo dei valori pressori. Questa nuova tecnica è applicata al momento al trattamento dell’ipertensione arteriosa refrattaria, cioè a quei casi che non rispondono alla terapia nonostante l’uso di farmaci antiipertensivi anche a dosaggio massimale. E’ noto che l’ipertensione refrattaria è pericolosa per la vita dei pazienti, per il rischio di infarto miocardico, ictus, scompenso cardiaco ed insufficienza renale.

La tecnica può essere eseguita senza addormentare il paziente, con leggera sedazione. Ha una durata di circa 40 minuti la dimissione è possibile già il giorno seguente. Gli studi clinici eseguiti con tale metodica hanno dimostrato una significativa riduzione stabile ad un anno della pressione arteriosa. La denervazione delle arterie renali pertanto rappresenta anche per l’Azienda Ospedaliera Carlo Poma una ulteriore possibilità terapeutica ed è prevista per il prossimo futuro una stretta collaborazione con la struttura di Medicina diretta da Pier Paolo Vescovi e quella di Nefrologia, diretta da Renzo Tarchini.
 



Pagina aggiornata al: 14 Maggio 2012