Neonatologia, una rete per i Paesi in via di sviluppo

Esiste un consistente divario tra aspettative e prospettive di vita nelle società occidentali rispetto a quelle delle persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo. Una soluzione univoca per livellare tali disuguaglianze ancora non c’è, in particolare per le donne, i bambini ed i neonati che rappresentano l’anello debole di queste realtà. Lo scorso anno la Società Italiana di Neonatologia ha dato vita ad una task force di medici ed infermieri per occuparsi della qualità e dell’efficienza dei servizi sanitari in loco promuovendo la medicina in ambito neonatologico e formando direttamente sul campo personale sanitario con l’obiettivo di ridurre le disparità di assistenza e cura attraverso un sostegno concreto e congiunto. Il 7 maggio, al Mamu Mantova Multicentre, si terrà il secondo congresso nazionale sulle Cure Neonatali nei Paesi in via di sviluppo. Il convegno, organizzato in una provincia ricca di tradizioni nella cooperazione, rappresenta un momento di condivisione di esperienze, problemi e protocolli, nonché l’occasione per portare alla luce progetti maturati nei “territori a sud del mondo”: un confronto diretto che ha l’intento di accrescere la rete sanitaria di supporto e solidarietà alle realtà in via di sviluppo.
Il congresso - organizzato nell’ambito del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma, su impulso di Paolo Ernesto Villani, direttore della struttura di Neonatologia, Terapia Intensiva Neonatale e di Gabrio Zacchè, medico dell’Ostetricia e Ginecologia, Azienda Ospedaliera - vedrà la partecipazione di personalità di spicco nell’ambito sanitario e della cooperazione internazionale. Tra questi Fabio Mosca, Presidente Regionale Società Italiana di Neonatologia Lombardia e un comitato scientifico di eccellenza composto da Fabian Schumacher, Fabio Uxa, Guido Calciolari, Daniele Trevisanuto.
“Lo scopo – spiega Paolo Ernesto Villani - è quello di continuare un lavoro cominciato con la prima edizione del convegno, che si è tenuta a Parma. Si vuole mettere in rete i cooperanti e condividere progetti e formazione del personale locale, nonché trovare aiuti. I protagonisti, però, non siamo noi, ma i professionisti locali che noi aiutiamo cercando di adeguare i livelli assistenziali dei Paesi in via di sviluppo e migliorare la sopravvivenza. Anch’io vivo esperienze di cooperazione a livello personale in Africa. Mi occupo ad esempio dell’accompagnamento clinico, della rianimazione dei neonati, insegno a usare l’ecografo e le manovre assistenziali”.
Gabrio Zacchè aggiunge che “l’obiettivo dell congresso è anche quello di mettere in contatto tra loro gli operatori del Terzo Mondo in modo e far emergere i reali problemi dei Paesi in via di sviluppo, ma soprattutto creare una cultura di aiuto verso la sanità degli altri”.
Si parlerà inoltre delle esperienze nate nel terzo settore, come quelle della Fondazione Marcegaglia onlus, dell’Associazione Salerno Haiti onlus, del Medicus Mundi Italia onlus, dell’associazione mantovana Con vista sul mondo onlus, la Fondazione Chiesi onlus. Interverrà anche il panificatore di Mantova Marco Randon, impegnato in prima persona nei Paesi in via di sviluppo, che insieme ad altri partner del settore alimentare hanno contribuito con i loro prodotti alla realizzazione dell’iniziativa: Cantine Virgili, La Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani, l’Associazione Mantovana dei risottai. Si ringraziano inoltre Chiesi Foundation, Made Hse, Humana, Nòos, Mellin, Demetra e Con Vista sul mondo per il prezioso contributo che ha permesso la concretizzazione dell’evento. Il programma si trova sul sito www.aopoma.ir, sezione eventi.


Pagina aggiornata al: 03 Maggio 2012