Cure Palliative, i ragazzi dell'Istituto d'Arte 'ci mettono la faccia'

fotoStatue che si abbracciano, piume che evocano la leggerezza di una carezza. Ma soprattutto facce. Quelle degli studenti della classe Terza A dell’Istituto e Liceo d’Arte Giulio Romano che con le loro opere hanno partecipato alla riflessione sul dolore. Il progetto - dal titolo Facewall, mettiamoci la faccia - è stato realizzato nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulle Cure Palliative dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma.

Con questi dipinti, a settembre, sarà allestita una mostra nella hall dell’ospedale di Mantova e, successivamente, verrà decorato l’hospice. Il lavoro è stato coordinato l’insegnante di Disegno dal Vero Vincenzo Denti con il supporto del collega di Storia dell’Arte Gabriele Maragna. Dagli autoritratti dei ragazzi, che con le loro espressioni – chi arrabbiato, chi triste, chi sorridente – hanno voluto dire “noi ci siamo, noi partecipiamo”, si passa poi a una parte dell’esposizione curata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Laba di Brescia. Il percorso è stato introdotto con alcuni appuntamenti che hanno coinvolto i responsabili della struttura Cure Palliative e gli allievi.

I ragazzi hanno discusso con i docenti di Storia dell’Arte e Disegno non solo sulla rappresentazione del dolore nella storia dell’arte ma anche su quali siano i soggetti realizzabili in uno spazio così complesso come il reparto Cure Palliative. La fine della vita, la sofferenza, il distacco sono temi delicati e difficili che la scuola non affronta spesso, essendo chiamata dai programmi ministeriali a concentrarsi prevalentemente sulla traduzione della sofferenza e del lutto in argomento letterario. I ragazzi, prima titubanti e distratti, poi sempre più attenti e concentrati, hanno trovato le motivazioni proprio lungo il percorso affrontato insieme e hanno mostrato una crescente partecipazione ed un reale coinvolgimento. Le riflessioni fatte a scuola hanno offerto lo stimolo iniziale, cfotohe poi ha dato avvio a un percorso di ricerca interiore: gli studenti, pensando e lavorando, si sono accorti di poter concretizzare stati d’animo ed emozioni. Uno sforzo di comprensione e partecipazione che ha cambiato gli studenti.foto La speranza è che queste opere possano lenire, anche se in piccola parte, la sofferenza dei pazienti e dei loro familiari.

Nelle foto uno dei dipinti e due momenti della presentazione.
                          
                    
 
 
 
 
 
 


Pagina aggiornata al: 24 Maggio 2011