Secondo anniversario e nuovo giardino per le Cure Palliative del Poma

MANTOVA, 06 LUGLIO 2010 - Le Cure Palliative rispondono alle esigenze dei pazienti in un momento doloroso della loro esistenza. L’hospice è un luogo in cui si giunge per vivere e per farlo al meglio delle proprie possibilità, anche quando contro la malattia non è più possibile lottare risolutivamente. La fondatrice del Movimento degli hospice, Cecily Sunders, ricorda infatti agli ospiti ricoverati l’importanza della persona fino in fondo, fino alla fine, contrastando la visione che considera la malattia terminale unicamente come una dimensione logorante di attesa della morte.

L’Azienda Ospedaliera Carlo Poma ha dato voce all’esperienza vissuta dai familiari dei pazienti e dagli operatori della struttura festeggiando il secondo anniversario della sua nascita. Contestualmente si è colta l’occasione per inaugurare il piccolo giardino antistante ristrutturato a cura dello Iom – Istituto Oncologico Mantovano. L’associazione, sempre sensibile e vicina all’Hospice, si è impegnata a sostenere la spesa con l’ intento di condividere le esigenze dei pazienti ricoverati in struttura. Una mano tesa per permettere all’utenza di beneficiare di momenti di relax in un spazio che ricordi il familiare ambiente domestico. La realizzazione di questo angolo verde è stata resa possibile grazie alla solidarietà e all’impegno congiunto delle famiglie dei pazienti e di tutti coloro che credono nell’impegno e nelle finalità dello Iom.

La giornata ha visto il susseguirsi degli interventi del Direttore Generale Luca Stucchi, del presidente dello Iom Attilio Anserini, del direttore di Dipartimento Medico Pier Paolo Vescovi e della responsabile facente funzione dell’Hospice Alessia Modè, che hanno sottolineato l’importanza e il significato delle Cure Palliative nell’ambito della malattia in fase avanzata nonché quelli del vicario episcopale per i rapporti con il territorio Don Paolo Gibelli, della psicologa Paola Aleotti, della coordinatrice infermieristica Barbara Speziali e della fisioterapista Clotilde Somenzi. Particolarmente toccanti le testimonianze del personale infermieristico, dei volontari e di alcuni familiari i cui congiunti sono stati seguiti in Hospice o in ospedalizzazione domiciliare.



Pagina aggiornata al: 06 Luglio 2010